Lo sviluppo di un progetto personale (Lillo Rizzo)

workshop fotografico condotto da Lillo Rizzo

(Catania, Borghetto Europa e Centro Storico)

Questo workshop è rivolto ai fotografi professionisti, ma anche agli amatori evoluti o agli appassionati di fotografia. Si svolgerà all’interno del centro storico di Catania, in due giorni intensivi, il 21 e 22 novembre 2015, ed è finalizzato alla ricerca di programmare e condurre lo sviluppo di un progetto fotografico. Il workshop è orientato alla scoperta e alla formazione del potenziale visivo e creativo dei partecipanti, che lavoreranno su specifici progetti fotografici individuali, dalla concezione iniziale alla restituzione finale, cercando di raggiungere un proprio stile fotografico. Grande spazio sarà dedicato anche all’editing e alla lettura delle immagini, sia dei propri lavori prodotti durante il workshop sia dei portfolio dei singoli partecipanti, in maniera di dare forma e corpo a un insieme coerente. Le immagini potranno essere sia in forma di stampe fotografiche che di file. Si discuterà del passaggio del linguaggio fotografico verso piattaforme multimediali come i social network e, soprattutto, dall’analogico al digitale e dell’utilizzo dello smartphone. Sono previste anche delle uscite individuali o a gruppi per realizzare dei personali progetti fotografici che verranno visionati e discussi successivamente, in maniera da evidenziare, per ciascuno dei singoli partecipanti, le rispettive potenzialità.

Lillo Rizzo è nato a Racalmuto, nel 1960. Fotografo dal 1984, attualmente vive a Parigi. La sua attività di fotografo si svolge soprattutto nei sud del mondo. Ha realizzato diversi reportage in Italia, Marocco, Nepal, India, privilegiando la foto sociale, senza rinunciare a una complessa tessitura formale, ad eleganti e sofisticate asimmetrie, ad un’arguzia spiazzante. In due occasioni, tra il 2004 e il 2005 e poi nel 2009, ha viaggiato in America Latina, percorrendo le strade dell’Argentina, della Bolivia, del Perù e dell’Ecuador. Per mesi ha fotografato la realtà più trascurata e nascosta, fermando in immagini i drammi e le tragedie dei migliaia di latinoamericani senza diritti. Rizzo appartiene a quel residuo di umanità che non si rassegna e non si adegua al declino del reportage come genere fotografico. Ciò che interessa a Rizzo è meno la correttezza della struttura compositiva, l’equilibrio dell’inquadratura, che il suo rapporto con l’evento che vi accadrà, spesso con effetti di complicazione formale al limite della rottura, del definitivo squilibrio. E’ qui che l’immagine fotografica trapassa nella visione e si annienta, si cancella come fotografia, rinnovando così lo scacco imposto dalla vita al nostro sforzo di darle forma e senso. Qui si compie e si può cogliere la specificità del suo linguaggio fotografico.

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